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Facciamo chiarezza !!

ha inserito il testo tra parentesi per far presa su lettori “frettolosi e preoccupati” riducendo le legittime preoccupazioni sulla Riforma ad un aspetto limitato e parziale. Ma allora perché abrogare tutta la riforma e non solo la parte contestata?

Questo ha anche creato confusione con un’ altra proposta referendaria, avanzata da Pippo Civati e che chiede l’abrogazione solo di alcuni articoli. Puoi vederla cliccando su http://www.avvocatoamilcaremancusi.com/referendum-per-labrogazione-della-riforma-della-scuola-i-quesiti/

Chiarito questo aspetto mi è sembrato anche necessario andare a curiosare tra le righe della norma cosa effettivamente c’era scritto.

Ecco cosa ho trovato:

16. Il piano triennale dell'offerta formativa assicura l'attuazione dei principi di pari opportunita' promuovendo nelle  scuole  di  ogniordine e grado l'educazione alla parita' tra i sessi, la  prevenzionedella violenza di genere e di tutte le discriminazioni,  al  fine  di informare e di sensibilizzare gli studenti, i docenti  e  i  genitori sulle tematiche indicate dall'articolo 5, comma 2, del  decreto-legge 14 agosto 2013, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge  15 ottobre 2013, n. 119,  nel  rispetto  dei  limiti  di  spesa  di  cui all'articolo  5-bis,   comma   1,   primo   periodo,    del   predetto decreto-legge n. 93 del 2013.

 

Come si vede di parla di educazione alla parità dei sessi, di  prevenzione della violenza di genere e di varie forme di discriminazione, ma non si parla di “insegnamento gender”.

Non paga sono anche andata a leggere l’articolo 5 della legge 119 del 2013 che riguarda” le disposizioni urgenti in materia di sicurezza e per il contrasto della violenza di genere e  illustra le seguenti finalità:

a) prevenire il fenomeno della violenza contro le donne attraverso l'informazione e la sensibilizzazione della collettività, rafforzando la consapevolezza degli uomini e dei ragazzi nel processo di eliminazione della violenza contro le donne e nella soluzione dei conflitti nei rapporti interpersonali;

b) sensibilizzare gli operatori dei settori dei media per la realizzazione di una comunicazione e informazione, anche commerciale, rispettosa della rappresentazione di genere e, in particolare, della figura femminile anche attraverso l'adozione di codici di autoregolamentazione da parte degli operatori medesimi;

c) promuovere un'adeguata formazione del personale della scuola alla relazione e contro la violenza e la discriminazione di genere e promuovere, nell'ambito delle indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo di istruzione, delle indicazioni nazionali per i licei e delle linee guida per gli istituti tecnici e professionali, nella programmazione didattica curricolare ed extra-curricolare delle scuole di ogni ordine e grado, la sensibilizzazione, l'informazione e la formazione degli studenti al fine di prevenire la violenza nei confronti delle donne e la discriminazione di genere, anche attraverso un'adeguata valorizzazione della tematica nei libri di testo;

d) potenziare le forme di assistenza e di sostegno alle donne vittime di violenza e ai loro figli attraverso modalità omogenee di rafforzamento della rete dei servizi territoriali, dei centri antiviolenza e dei servizi di assistenza alle donne vittime di violenza;

e) garantire la formazione di tutte le professionalità che entrano in contatto con fatti di violenza di genere o di stalking;

f) accrescere la protezione delle vittime attraverso il rafforzamento della collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte;

g) promuovere lo sviluppo e l'attivazione, in tutto il territorio nazionale, di azioni, basate su metodologie consolidate e coerenti con linee guida appositamente predisposte, di recupero e di accompagnamento dei soggetti responsabili di atti di violenza nelle relazioni affettive, al fine di favorirne il recupero e di limitare i casi di recidiva;

h) prevedere una raccolta strutturata e periodicamente aggiornata, con cadenza almeno annuale, dei dati del fenomeno, ivi compreso il censimento dei centri antiviolenza, anche attraverso il coordinamento delle banche di dati già esistenti;

i) prevedere specifiche azioni positive che tengano anche conto delle competenze delle amministrazioni impegnate nella prevenzione, nel contrasto e nel sostegno delle vittime di violenza di genere e di stalking e delle esperienze delle associazioni che svolgono assistenza nel settore;

l) definire un sistema strutturato di governance tra tutti i livelli di governo, che si basi anche sulle diverse esperienze e sulle buone pratiche già realizzate nelle reti locali e sul territorio.

Quindi come potete vedere nulla di quanto paventato, ma piuttosto una serie di obiettivi assolutamente, questi sì, da sottoscrivere e da far inserire se non ci fossero!!

Quale lezione dunque da tutto questo?

  • Che la manipolazione del pensiero critico è dietro ogni angolo e richiede, da parte di tutti, attenzione e prudenza oltre che il desiderio e l’impegno ad andare oltre le prime apparenze.
  • Che il gusto per creare destabilizzazione, paura, preoccupazioni è uno “sport” molto praticato e che chi lo pratica non ha nessuno scrupolo a diffondere falsità (forse perché sa che tanta gente le “beve” senza problemi!)
  • Che basta poco per creare malcontento e che il malcontento è il padre di ogni atteggiamento rinunciatario e negativista, è un paio di occhiali che fa vedere tutto nero e che non aiuta, anzi, a cercare il miglioramento del mondo in cui siamo ( e non mi sto riferendo solo alla scuola)
  • Che se non diventiamo un po’ più dei “critici prudenti” lasciamo spazio, anzi, offriamo il fianco, a chiunque ha interesse a destabilizzare ogni cosa.
  • Che se non manifestiamo in prima persona noi, insegnanti, delle capacità critiche obiettive non saremo certo in grado di insegnare ad altri quelle

… competenze sociali e civiche (che) includono competenze personali, interpersonali e interculturali e riguardano tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, in particolare alla vita in società sempre più diversificate, come anche a risolvere i conflitti ove ciò sia necessario. La competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitici e all’impegno a una partecipazione attiva e democratica.

come  ci suggeriscono le Indicazioni Nazionali per il Curricolo (2012).

E a proposito dell’abrogazione?

La legge non è perfetta, molte sue parti sono ancora da scrivere con decreti attuativi e regolamentazioni, ma criticarla sempre e comunque, rinnegare l’intento che ha di provare a cambiare le cose, non è certo segno di partecipazione attiva e democratica ma di cecità sociopolitica e di immobilismo corporativo!

                                                                                                                                                  Bianca Testone


 

 

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